Nella mia vita ho avuto sempre e solo gatti. I cani mi piacevano ma… ero più un “tipo da gatto”. Quando mi chiedevano: “Se dovessi sceglierti un cane, come lo vorresti?” io rispondevo: “mah… lo vorrei maschio e di taglia grande”. Poi un giorno un cane ha scelto me: femmina e di taglia piccola, ovviamente. Non era il tipico cucciolo festoso, era molto diffidente, sulle sue. È stato questo ad intrigarmi, insieme ai suoi occhi attenti e intelligentissimi, al suo annusarmi di soppiatto fingendo disinteresse, e insieme al fatto sorprendente che, quando ho fatto finta di andarmene, lei, che non si filava nessuno, si fosse alzata per seguirmi, senza scomporsi.

Forse avrà pensato che fossi l’umano giusto per lei, e ha scelto di seguirmi. Inutile dire che la prima sera ha mangiato il cavo del mio PC (con il computer ci lavoro, quindi capirete la gravità della cosa) ma, e ancora non me ne capacito,  non me ne è importato granché. Per lei ho accettato cose che non avrei mai pensato possibili. E le ho visto fare cose impensabili per me. Per raccontarne una: lei aveva paura dell’acqua. Da cucciola non entrava spontaneamente in mare. Dovevamo portarla in acqua noi in braccio e appena la lasciavamo… lei tornava a riva il più in fretta possibile e studiando il tragitto più breve. Nuotare con il mio cane era qualcosa che mi sarebbe tanto piaciuto, ma lei non voleva. Pazienza. Beh, il giorno del mio compleanno entro in acqua per un bagno e dopo un po’ mi sento chiamare. Dalla riva vedo la mia compagna sbracciarsi e indicarmi qualcosa e penso: ecco, è la fine… c’è uno squalo. Invece poi mi accorgo che dalla riva, SPONTANEAMENTE, Cicia si era buttata in acqua e stava nuotando per raggiungermi. Quella è stata la prima ed unica volta. Poi le ho insegnato a seguirmi in acqua, ma il gesto di quel giorno resterà nella storia. Penso volesse farmi un regalo di compleanno. Grazie a lei ho scoperto lati di me che non conoscevo, come per esempio la mia attitudine di educatore canino, (chissà, un giorno potrei cambiare lavoro e dedicarmici a tempo pieno) perché per riuscire ad educare lei, cane dominante, me ne sono dovute inventare di tutti i colori, documentarmi e imparare ad avere tanta, tanta pazienza. Ogni giorno entrambi impariamo qualcosa di nuovo e spesso mi domando: chi stia educando chi?